L’incontro tra Psicologia e Diritto ha portato alla nascita di uno specifico settore: la Psicologia Giuridica

La psicologia giuridica è una disciplina che applica la psicologia al mondo legale e forense. Sia il diritto che la psicologia, infatti, si occupano prevalentemente del comportamento umano. Attualmente sta vivendo un periodo di considerazione e riconoscimento da parte del diritto; ciò è dovuto da un lato, ad una maggiore sensibilità del mondo forense alle problematiche psicologiche di alcuni casi specifici in cui si ravvisa la necessità di un supporto tecnico al fine di meglio comprendere, dall’altro alla capacità che la psicologia ha saputo mostrare nel rispondere ai quesiti che il diritto le pone in modo concreto, utile ed usufruibile. Ciò è avvenuto per varie ragioni: le spinte sociali date, da parte dello Stato, a una maggiore attenzione e tutela in Età Evolutiva e nel Contesto Familiare, sia nel senso della protezione dei suoi membri, sia infine nel senso del rispetto della dignità della persona, anche se trattasi di colpevole di reato penale. In secondo luogo il concetto di malattia mentale ha incluso sempre più un’eziologia psichica e psicodinamica, anche per disturbi mentali tradizionalmente imputati a vicende organiche o traumatiche di competenza medica. Questo permette di ancorare concetti come maturità e responsabilità a più adeguati criteri di diagnostica differenziale. Inoltre per ogni progetto di reinserimento sociale è necessaria una consulenza di un esperto psicologo. Infine, l’imponente sviluppo del disagio minorile e degli atti di violenza, spesso stalking, pongono l’accento sull’aspetto psicopatologico dell’atto criminoso, piuttosto che sulle sue correlazioni con la povertà e col disagio ambientale. Negli ultimi quaranta anni gli importanti mutamenti sociali e conseguentemente del diritto, si sono configurati bisogni giuridici nuovi. Basti ricordare ad esempio la riforma del diritto di famiglia e l’introduzione del divorzio, che ha creato un bisogno di conoscenze sulla responsabilità dei coniugi e la capacità genitoriale, in ordine all’affidamento dei figli e alle loro relazioni con i genitori; le norme sull’adozione nazionale e internazionale, che addirittura chiedono alla psicologia una capacità conoscitiva di tipo predittivo nel lungo termine in fatto di capacità genitoriale. Lo psicologo giuridico conosce non solo le leggi, ma il contesto culturale e professionale in cui gli operatori del diritto si muovono, sa contestualizzare i propri strumenti diagnostici e di intervento, ha ben presente la specificità del lavoro clinico, sociale ed educativo in ambito forense, e soprattutto possiede formazione e specializzazione. In tantissimi casi il lavoro svolto in équipe (Avvocato – Psicologo) è un investimento a brevissimo termine per l’esito del caso stesso, spesso di grande efficacia risolutiva. Oggi lo psicologo esperto in psicologia giuridica è il professionista più idoneo nella valutazione del danno psichico e del pregiudizio esistenziale, avendo fra le sue competenze la possibilità di effettuare diagnosi con strumenti di indagine, quali il colloquio clinico e i test appropriati. Infatti, importante per uno psicologo giuridico è la metodologia e gli strumenti di ricerca utilizzati insieme al colloquio clinico. I test più usati sono: Rorschach, M.M.P.I.-2, Wartegg, W.A.I.S.-R, Favole di Duss, , test grafici come, il Test dell’albero di Koch, il Test della figura umana, il Test della famiglia, il Test del disegno libero o gli strumenti psicogiuridici quali: la Sexual Assault Symptom Scale e la Beliefs Associated with Childhood Sexual Abuse.

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